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In Francia studiano un’alternativa a Google News

pubblicato il 05 agosto 2010 · categorie: Dal Web

Gli editori francesi hanno annunciato per la fine del 2010 il lancio di un motore di ricerca per notizie. Il servizio sarà a pagamento.

La decisione è stata presa durante la riunione dell’organismo di rappresentanza degli editori, l’Spqn (Syndicat de la presse quotidienne nationale), alla quale partecipavano i componenti del governo e i rappresentanti dei periodici.

La rottura con Google News

Gli editori chiedevano a Google una parte dei ricavi pubblicitari generati dalle ricerche di attualità, ma la trattativa non è mai andata in porto. Da qui la rottura.

La strade dell’alternativa a Google News è stata intrapresa per evitare le vie legali, com’è invece accaduto in Italia e Belgio. Tuttavia, ad oggi non sono noti i dettagli tecnologici del progetto. Secondo il quotidiano economico «Les Echos», sono in corso contatti con Microsoft-Bing e Orange: una vera e propria scelta di campo da parte degli editori francesi.

Google annuncia Newspass, il “concorrente dei concorrenti”

Ma Google ha già annunciato la sua risposta: Newspass, una sorta di distributore di informazioni a pagamento che permette agli editori di monetizzare i contenuti.

Quasi a sottolineare la delicata situazione, arriva un’affermazione forte dall’organizzazione americana no-profit Media Institute: i lettori non mancano, anzi crescono, ma chi guadagna dall’informazione non è chi la produce. E chi produce informazione non è poi in grado di usare i guadagni per fare un giornalismo migliore.

Quale futuro per l’informazione sul web?

Se è vero che in Francia ci sono 14 milioni di lettori di news sul web, e che gli strumenti a supporto di questa pratica aumentano di giorno in giorno – pensiamo ai tablet, alle edicole virtuali, alla free press online… – capiamo che il futuro non è già scritto, ma in evoluzione. Quel che è certo è che gli editori francesi proveranno a dirigere questa evoluzione verso l’acquisto di abbonamenti trasversali che daranno l’accesso a più testate giornalistiche, i cui contenuti saranno inaccessibili a Google News.